MUSICA, CREATIVITA’ E SOGNI NELLE OPERE DI PASQUALE COLUCCI

MUSICA, CREATIVITA’ E SOGNI NELLE OPERE DI PASQUALE COLUCCI

MUSICA, CREATIVITA’ E SOGNI NELLE OPERE DI PASQUALE COLUCCI

Pasquale Colucci ha iniziato a disegnare e a suonare  (inizialmente strumenti giocattolo) quando era ancora un bambino, incoraggiato e stimolato dalla sua famiglia. Suo padre, musicista, gli ha trasmesso l’amore per la musica. Compie gli studi a Milano ma rimane  legato alla sua terra, il sud , la Calabria, la Basilicata e la Puglia (il nonno era originario di Taranto). Predilige  la campagna con il suo bel verde dove trova ispirazione per le sue opere, mentre fugge dalle città perché non ama il rumore dei grandi concerti , degli stadi e della vita di strada.
Musa ispiratrice delle sue opere è la natura ma anche la musica che ha studiato a Milano nella CPM Music Institute, specializzandosi in chitarra jazz e armonia avanzata, insegnamenti che, successivamente, gli saranno utili per armonizzare i colori e le forme sulla tela.
Visitando musei e studiando tanti artisti Colucci ha maturato un suo stile personale. Infatti le sue composizioni sono un mix di arte e musica, create in simbiosi: sono indispensabili l’una all’altra. Il dipinto è immagine della mia musica e la mia musica è il suono del mio dipinto, dice l’artista. I suoi dipinti vengono alla luce grazie alle sue composizioni musicali e la sua musica erompe dai colori presenti nella sua mente. L’artista ha fuso in modo esemplare tutto quello che ha appreso nel corso degli anni attraverso  studi e  ricerche aggiungendo e valorizzando le sue opere attraverso l’espressione dei  suoi sentimenti e dei  suoi gusti. Non è possibile dividere la musica dalla pittura perché sarebbe come togliere un pezzo vitale alla sua creazione. Colucci utilizza l’acrilico su tela perché grazie alla sua proprietà di asciugarsi rapidamente si presta  ad esprimere velocemente la sua creatività. Il suo stile è personale e riconoscibile ma alcuni particolari mi riconducono a due grandi artisti Klee e Kandinsky.
Con Paul Klee, artista svizzero vissuto tra ‘800 e ‘900, Pasquale Colucci, ha in comune il desiderio di rappresentare forme, luoghi e colori ispirati alla natura in modo gioioso e con disciplina geometrica, traducendo il tutto in immagini semplici ed eleganti che producono atmosfere da sogno.
Come in Kandinsky anche nelle opere di Pasquale troviamo un forte e stretto legame arte- musica. La musica così come l’arte è in grado di trasmettere emozioni e sensazioni  senza ricorrere alla rappresentazione della realtà.
Le linee creano in noi sensazioni. Per esempio una linea spezzata genera nervosismo, obliqua dinamismo, retta immobilità e così via. Ad ogni forma (quadrato, cerchio, triangolo) si può associare un’emozione. I  colori da lui utilizzati trasmettono passione e forza con  il rosso, dinamismo con il giallo e spiritualità con l’azzurro. Così viene spontaneo, guardando un’opera di Colucci, di  associare al colore una nostra sensazione vissuta o percepita in quel momento.
La chiave di lettura delle opere dell’artista è sicuramente  l’eco  che produce sull’interiorità, sulle nostre emozioni. Gli eventi vengono interiorizzati e le sensazioni traboccano e si proiettano verso l’esterno.
È come se ad ogni colore e ad ogni forma dei quadri di Colucci corrispondesse una nota musicale. Per farci partecipi ancor di più del suo mondo interiore e darci la possibilità di entrare in comunione con il nostro spirito, l’artista accomuna ad ogni sua creazione una musica da lui composta così da darci l’ occasione di immergerci nel suo e nel nostro mondo magico e fantastico.
www.colucciweb.com
Alessandra Primicerio
Critico d’arte