Intervista Pasquale Colucci

Intervista Pasquale Colucci

Intervista all’artista Pasquale Colucci a cura del critico d’arte Alessandra Primiceri


Pasquale Colucci, pittore, musicista, web design e fotografo, ha portato negli ultimi anni  i suoi dipinti e la sua  musica in giro per il mondo (Londra, New York, Miami, Montecarlo, Edimburgo). Ha esposto in molte città italiane: Ferrara, Bologna, Venezia, Firenze, Reggio Emilia ed altre. Nel 2018 cinque città hanno ospitato le sue personali: Matera, Manfredonia, Ravenna e Cosenza con la sua prima mostra antologica organizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali.


1. D. Maestro Colucci in che modo e a che età ti sei avvicinato all’arte? 
 R. Da bambino, ancora prima di frequentare le scuole materne disegnavo incoraggiato da mia madre, inoltre la mia famiglia ha sempre stimolato la mia fantasia spingendomi ad immaginare che gli oggetti presenti in casa fossero giocattoli o animali che io desideravo avere.
 2. D. Hai iniziato prima a dipingere o a suonare?
 R. Prima a dipingere (utilizzavo i colori di mio fratello maggiore) poi a suonare perché mio padre suonava e a casa avevo diversi strumenti giocattolo, quindi più che suonare iniziavo a produrre dei suoni. 
3. D. Hai studiato e ti sei specializzato a Milano, ma vivi tra la Calabria e la Puglia, perché? Cosa ti trasmettono queste terre? 
R. Principalmente per occuparmi dei miei genitori che sono anziani e poi perché amo la natura del sud. In particolare le colline tra Calabria e Basilicata dove trascorro la maggior parte del mio tempo  e che hanno ispirato molti dei miei lavori. La Puglia è bellissima e amo Bari. Ammetto di non preferire la vita di città con il suo cemento, i locali notturni, gli stadi, i grandi concerti. Al  mare preferisco la campagna con i suoi bei panorami e il suo verde perché lì trovo la solitudine che cerco per poter creare. I sette anni trascorsi a Milano mi hanno dato molto, soprattutto  a livello formativo. Ho fatto le mie esperienze al nord e poi sono tornato nella luce del sud per sviluppare le mie idee.  Ho studiato a Milano nella migliore scuola di musica  moderna  il CPM Music Institute. Nel capoluogo lombardo mi sono trasferito dopo il diploma di maturità,  ho fatto vari lavori per pagarmi le spese e completare gli studi di chitarra jazz e armonia avanzata, studi utili  per riuscire ad armonizzare colori e forme sulla tela. Recentemente ho studiato grafica pubblicitaria e seguito uno stage in Mediaset a Cologno Monzese. Mi isolo, volontariamente, per lunghi periodi, ma altre volte mi circondo di tantissime persone che seguono la mia arte e i miei eventi Art in Music. 
4. D. Quali sono state le influenze esterne per la tua arte? Quale artista ti ha maggiormente ispirato? 
. R. La natura in genere (animali, piante ,ecc) e la musica. Mi hanno ispirato molti artisti. I grandi del Novecento per l’arte e Pat Metheny per la musica . Ho visitato molti musei in tutto il mondo e tutto ciò che ho visto e ascoltato è stato per me fonte di ispirazione, ma non ho un artista preferito perché ho sempre cercato di sviluppare un mio linguaggio personale. 
5. D. La tua ricerca artistica che obiettivo si pone? 
R. Poter trasmettere emozioni e sviluppare uno stile personale. Comunicare i miei sentimenti attraverso l’arte e la musica e riuscire ad accendere l’immaginazione dell’osservatore. 
 6. D. Perché accompagni le tue personali con le tue composizioni musicali? ti avvali anche di altri musicisti? 
R. Le mie composizioni musicali sono create in simbiosi con i dipinti. Il dipinto è l’immagine della mia musica e la mia musica è il suono del mio dipinto. Sono due opere imprescindibili che nascono e vivono insieme. I dipinti nascono e si sviluppano dalle mie idee musicali e compongo la musica pensando ai colori. La composizione della musica di Art in Music l’ho realizzata da solo. In passato ho collaborato con altri musicisti e oggi mi avvalgo della supervisione del mio grande mentore: Patrick Djivas, mio ex insegnante, produttore e bassista della PFM, la band italiana più conosciuta al mondo. 
7. D. I tuoi grandi amori sono la natura e la musica. Ne parliamo brevemente? 
R. Da piccolo giravo solo trai campi in cerca di animali e ascoltavo i suoni della natura, la più straordinaria delle opere musicali. La musica è da sempre parte della mia vita,  grazie a lei evado e volo con la mente. Come dice Patrick : “La gioia di ascoltare musica con le orecchie di un musicista è impareggiabile, è un arricchimento totale per tutta la vita”. 
8. D. Sei un artista poliedrico, cosa pensi delle nuove forme di arte? R. L’arte è da sempre importante nella vita dell’uomo, nello sviluppo delle civiltà e sempre lo sarà. Adoro l’arte in tutte le sue forme e spero che ognuno possa essere sempre libero di potersi esprimere con l’arte. 
9. D. Secondo te cos’è l’originalità? Oggi nel panorama artistico sono originali?
R. Per me l’originalità è creare qualcosa di personale che prima non esisteva. Non sono un critico d’arte e non posso giudicare se i lavori di altri artisti sono originali. 
10. D. Sei pittore, musicista, web designer e fotografo, cosa prevale maggiormente in te? Pensi di essere riuscito a fondere tutto in un’unica cosa? 
R. Attualmente mi occupo principalmente  di arte e musica. Non so se sono riuscito a fondere tutto in un’unica cosa, non sta a me dirlo. Ma credo che tutto ciò che ho appreso nel corso degli anni e le varie esperienze che ho fatto si fondono inevitabilmente nei miei lavori. 
11. D. Quali tecniche artistiche utilizzi per le tue opere? 
R. Ho studiato e sperimentato varie tecniche, ma alla fine ho trovato nell’acrilico su tela quello che oggi serve alla mia espressività: colori che si asciugano velocemente e non frenano il flusso di idee e il processo creativo. 
12. D. L’arte è messaggio , tu con le tue opere quale messaggio vuoi trasmettere? 
R. Con la mia arte voglio trasmettere un messaggio d’amore, di pace e di libertà. Nel mondo c’è tanta sofferenza e credo che l’arte dovrebbe avere l’obiettivo di rendere il mondo un posto migliore e di trasmettere sempre un messaggio positivo. 
13. D. Hai vinto molti premi come il Leone 2015 alla Biennale delle Arti Visive a Venezia. Ma per te qual è stato il premio o riconoscimento più sentito e perché? 
R. Il Leone dei Dogi è un bel ricordo e un premio rilevante, ma il riconoscimento più importante per me  non è materiale. Mi sento appagato quando mi fanno notare che le mie opere sono riconoscibili anche senza firma. Penso che le mie idee mi stanno conducendo verso qualcosa di magico.

Per saperne di più vai su www.colucciweb.com